Profumi Valentino: la storia olfattiva di Valentino Garavani
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Aggiornato: 20 gennaio 2026 • Tempo di lettura: circa 16 minuti
Profumi Valentino: la storia olfattiva di Valentino Garavani tra icone, anni d’oro e fragranze che restano
Dopo Giorgio Armani, ci saluta un altro grande nome che ha definito un’idea di eleganza italiana. Se ti va, qui trovi lo speciale su Armani (link leggero, giusto per contesto): Giorgio Armani: storia, aneddoti, profumi iconici.
Oggi però parliamo di Valentino Garavani, e lo facciamo dal lato che, sorprendentemente, resta spesso raccontato “a metà”: i suoi profumi. Non come lista di nomi, ma come storia vera, con passaggi, svolte, immaginario, e una timeline che ti fa capire perché alcune fragranze sono diventate così ricercate e ricordate.
Indice (cliccabile)
- 🧭 Perché questo articolo: cosa c’entra Valentino con i profumi
- 🏛️ Valentino in due scene: stile, Roma, e una firma riconoscibile
- 👗 Il profumo come couture portabile: perché la profumeria conta davvero
- 🗓️ Timeline completa: dal 1978 a oggi
- 🌿 1978: “Valentino”, la firma originaria e l’idea di lusso “verde”
- 🎭 Anni ’80: grandezza, riconoscibilità, e la cultura della scia
- 🔥 1991: Vendetta Donna e Vendetta Uomo, il capitolo più “drammatico”
- ✨ 1998–1999: Very Valentino, eleganza più luminosa
- 🔠 2005–2006: V e V pour Homme, la lettera che diventa stile
- 🍓 2011: Valentina, Roma in chiave giovane
- 🧥 2014–2015: Uomo e Donna, i due pilastri moderni
- 🌍 2019: Born in Roma, la nuova era globale
- 🧱 Cosa rende iconico un profumo Valentino: le “regole” che tornano
- 🧾 Guida rapida: i profumi Valentino più iconici (con descrizione chiara)
- ❓ Mini-FAQ: le domande che la gente cerca davvero
- ✅ Chiusura: perché questa storia resta
Perché questo articolo: cosa c’entra Valentino con i profumi
Quando ci lascia una figura come Valentino Garavani, il rischio è raccontare sempre la stessa fotografia: abiti, red carpet, il rosso, le muse.
Tutto vero. Ma incompleto. Perché la profumeria, per una maison, è spesso la forma più diffusa del suo linguaggio.
Un abito resta un evento. Un profumo diventa un’abitudine. E quando un profumo è fatto bene, diventa memoria.
I profumi Valentino, soprattutto in certi anni, non sono stati “riempitivi”. Hanno avuto una firma. A volte più classica. A volte più teatrale. A volte più moderna. Ma quasi sempre riconoscibile.
In questo articolo, l’obiettivo è semplice: ricostruire la storia olfattiva in modo leggibile, con sezioni chiare, e con un’indicazione concreta di cosa rende iconici alcuni titoli.
Valentino in due scene: stile, Roma, e una firma riconoscibile
Per capire i profumi Valentino, serve una mini-foto di contesto. Non lunga. Ma precisa.
Scena 1: Roma, la nascita della maison, la disciplina della bellezza
Valentino Garavani apre la sua casa di moda a Roma nel 1960, dopo formazione e lavoro tra Italia e Parigi. Roma è più di una città: è un tono. Una teatralità naturale. Un modo di stare al mondo.
Questa romanità, nei profumi, torna spesso come idea: eleganza che non ha paura della scena, ma che resta composta.
Scena 2: le muse, il cinema, e l’ossessione per la “forma”
La sua moda si lega presto a donne simbolo, royals, first ladies, attrici. Non solo perché è “bello”. Ma perché è costruito per valorizzare e per rendere iconico un gesto.
Questa è la chiave: Valentino non crea solo oggetti. Crea immagini. E un profumo, quando funziona davvero, fa la stessa cosa: ti dà un’immagine addosso.
Nel mondo Valentino, anche il dettaglio conta. Nel profumo, il dettaglio è spesso il fondo: legni, resine, muschi, accordi ambrati.
Sono le fondamenta che fanno “reggere” una fragranza nel tempo, anche quando cambiano le mode.
Il profumo come couture portabile: perché la profumeria conta davvero
Per una maison couture, il profumo è un paradosso utile: costa meno di un abito, ma può portare lo stesso mondo sulla pelle.
È per questo che alcune case trattano la profumeria come un reparto secondario (e si sente). E altre, invece, la trattano come una lingua vera (e si sente ancora di più).
Nella storia Valentino, la profumeria attraversa diverse fasi: dalla firma classica, alla teatralità anni ’90, fino alla modernità globale di oggi.
E dentro queste fasi, ci sono profumi che sono diventati “icone” non perché erano perfetti per tutti, ma perché erano riconoscibili.
Un profumo riconoscibile crea due cose: ricordo, e desiderio.
Il ricordo perché lo associ a un’epoca, a una persona, a una stanza. Il desiderio perché quando lo risenti, capisci che oggi non esistono molti equivalenti con la stessa firma.
Timeline completa: dal 1978 a oggi
Qui sotto trovi la timeline principale (con le tappe che contano davvero), e poi sezioni più lunghe per ogni era.
- 1978: “Valentino” (firma originaria)
- Anni ’80: cultura della scia e profumeria “importante”
- 1991: Vendetta Donna e Vendetta Uomo
- 1998–1999: Very Valentino e Very Valentino Pour Homme
- 2005–2006: V e V pour Homme
- 2011: Valentina
- 2014–2015: Uomo e Donna
- 2019: Born in Roma (Donna e Uomo)
Nota: qui restiamo sulla storia e sul profilo olfattivo. Niente consigli d’acquisto, niente “dove trovarlo”.
1978: “Valentino”, la firma originaria e l’idea di lusso “verde”
Il 1978 è l’anno della prima vera firma olfattiva: Valentino. È un profumo femminile che parla la lingua di quell’epoca, ma con un’eleganza che oggi si nota ancora.
Siamo nel territorio dei verdi fioriti, con una costruzione che non ha paura di essere “importante”.
Se oggi ti sembra insolito, è perché molte fragranze moderne puntano sul “facile”. Qui invece senti una struttura più ampia, più narrativa, più da maison.
L’aria del tempo: perché un verde fiorito poteva essere lusso
Negli anni ’70, la freschezza non era “sport”. Era classe. Era un modo di dire: sono ordinata, sono luminosa, ma ho anche profondità.
E infatti, in questo tipo di firma, spesso il cuore floreale è sostenuto da basi più scure, con muschi e note di fondo che danno gravità.
Flacone e immaginario: quando il design è parte della storia
Il vintage, qui, non è solo il liquido. È anche l’oggetto. Il flacone, l’etichetta, la geometria.
Per molte maison, in quegli anni, il contenitore era già un manifesto: doveva dire “casa di moda” prima ancora che “profumo”.
È uno dei motivi per cui, quando si parla di Valentino vintage, spesso si parla anche di flaconi memorabili: perché completano la narrazione.
Anni ’80: grandezza, riconoscibilità, e la cultura della scia
Gli anni ’80 sono, nella profumeria, il decennio della presenza. Non solo “profumare bene”. Ma farsi riconoscere.
La scia diventa un gesto sociale: entri in un posto, e resti anche quando non parli.
Per le maison couture, è un territorio naturale. Perché couture e anni ’80 condividono una cosa: l’idea di impatto.
Cosa cambia rispetto ai ’70
Nei ’70, spesso, l’eleganza era più “aria e struttura”. Negli ’80, diventa “struttura e teatro”.
Più volume. Più contrasto. Più base. Più firma.
Questo clima prepara la stagione che, per Valentino, diventa davvero iconica in profumeria: i primi ’90.
Valentino Red come simbolo (più che come data)
In quegli anni, e nel passaggio successivo, la parola “Red” entra nell’immaginario come scorciatoia emotiva: passione, serata, couture, un certo tipo di femminilità.
Qui non serve fissarsi sulla cronologia al giorno. Serve capire la funzione: “Red” come ponte diretto tra moda e pelle.
1991: Vendetta Donna e Vendetta Uomo, il capitolo più “drammatico”
Se c’è un titolo che, nel mondo Valentino, sembra già una sceneggiatura, è Vendetta.
È un nome forte, quasi cinematografico, e infatti la fragranza non è timida. È costruita per lasciare traccia.
Nel 1991 escono due facce della stessa idea: Vendetta Donna e Vendetta Uomo.
Vendetta Donna: opulenza anni ’90 con una complessità “da grande profumo”
Vendetta Donna è spesso citato come esempio di profumeria grande, densa, stratificata.
Non è un “fiorito carino”. È un fiorito che riempie la stanza. Ma lo fa con una complessità che gli dà dignità.
La sensazione, per chi lo ricorda bene, è quella di un profumo che cambia. Che cresce. Che si allarga.
È la tipica firma di un’epoca in cui i profumi non avevano paura di essere intensi, e in cui l’intensità era parte del lusso.
Piramide (utile e chiara)
Nota: le piramidi possono variare leggermente per fonti e versioni, ma la direzione resta la stessa.
- Apertura: frutta matura, aldeidi, fiori bianchi, verde
- Cuore: fiori ricchi (tuberosa, narciso, garofano), miele, sfumature dense
- Fondo: vaniglia, ambra, legni, patchouli, muschi, benzoino
Il punto non è memorizzare la lista. Il punto è l’effetto: una femminilità serale, piena, e molto anni ’90 nel senso migliore.
Vendetta Uomo: quando il maschile “serio” non aveva paura del cuoio
Vendetta Uomo, per molti appassionati, è uno di quei maschili che oggi “mancano” perché non somigliano al profumo moderno medio.
Parte aromatico e verde, ma non resta lì. Si sposta verso una struttura più scura, con resine, muschio di quercia, e un accordo cuoiato che dà peso.
Piramide (chiara e utile)
- Apertura: basilico, bergamotto, note verdi, coriandolo, limone, aldeidi
- Cuore: vetiver, cannella, cedro, geranio, patchouli, gelsomino
- Fondo: labdano, muschio di quercia, benzoino, cuoio, ambra, fava tonka, muschio
Tradotto in sensazione: primi minuti puliti e verdi, poi una fase più asciutta e seria, e infine un fondo caldo e cuoiato che resta. È qui che Vendetta Uomo diventa “iconico”: non è una cartolina. È un film in tre atti.
Un aneddoto di cultura profumo: perché Vendetta è rimasto così citato
Quando un profumo diventa riferimento, succede una cosa curiosa: la gente non lo ricorda per “note”. Lo ricorda per ruolo.
Vendetta, per tanti, è stato “il profumo della sera importante”. O “il profumo che mettevi quando volevi sembrare più adulto”. O “il profumo che riconoscevi appena entrava qualcuno”.
Questo tipo di memoria sociale è rarissimo. Ed è il vero motivo per cui un titolo resta vivo nel tempo.
1998–1999: Very Valentino, eleganza più luminosa
Dopo la teatralità piena dei primi ’90, arriva un cambio di luce. La fine del decennio chiede profumi più portabili, più “puliti”, ma ancora firmati.
È qui che entrano due titoli amatissimi da chi li ha vissuti: Very Valentino (1998) e Very Valentino Pour Homme (1999).
Very Valentino (1998): la femminilità “in ordine”
Very Valentino è spesso ricordato per una qualità che sembra semplice, ma non lo è: la sensazione di essere “curato”.
Non è un profumo che urla. È un profumo che rifinisce. È come un abito con taglio perfetto: non lo noti per eccesso, lo noti perché ti sta bene.
Nel profilo olfattivo, si muove tra freschezza, fiori, e una base morbida che dà comfort.
Piramide (essenziale)
- Apertura: agrumi, note verdi, accenti floreali leggeri
- Cuore: fiori puliti, un’eleganza da giorno-sera
- Fondo: muschi, legni morbidi, un calore discreto
Il punto: Very Valentino è “luminosa” senza diventare sportiva, ed è sensuale senza diventare zuccherina.
Very Valentino Pour Homme (1999): aromatico-speziato con una base calda
Nel maschile, Very Valentino Pour Homme lavora su spezie, aromi, e una base calda e resinosa.
Qui c’è una cosa interessante per chi ama la storia dei profumi: è uno di quei maschili anni ’90 che cercano equilibrio tra pulito e presenza.
Piramide (chiara)
- Apertura: noce moscata, anice, coriandolo, salvia
- Cuore: lavanda, tabacco, legni, garofano, carvi
- Fondo: sandalo, resine, ambra, cedro, muschio
Cosa lo rende “iconico”? Il fatto che resta indossabile, ma non generico. Ha una silhouette. E una silhouette, nel mondo Valentino, è tutto.
2005–2006: V e V pour Homme, la lettera che diventa stile
A metà anni 2000, la profumeria vive una fase diversa: meno “grande fiorito”, più accordi ambrati, più sensualità morbida, più pelle.
Valentino risponde con un’idea grafica semplice: una sola lettera, V, che diventa identità.
E quando un brand couture riduce un nome a un simbolo, di solito sta dicendo: “mi basta questo per farmi riconoscere”.
V (2005): femminile moderno, pulito, ma con calore
V è spesso percepito come un femminile elegante con una sensualità discreta.
Ha una partenza fruttata misurata, un cuore floreale pulito, e un fondo legnoso-ambrato che dà la scia giusta senza appesantire.
Piramide (utile)
- Apertura: fico, mandarino, pompelmo rosa
- Cuore: rosa, fresia, neroli
- Fondo: sandalo, accento ambrato, cedro
L’effetto complessivo è “femminile contemporaneo” senza essere impersonale.
V pour Homme (2006): legnoso-ambrato con un lato scuro controllato
V pour Homme è un maschile che gioca su contrasto: freschezza speziata all’inizio, poi legni e ambra, e infine una base con vaniglia e cacao (ma senza diventare dessert).
È il tipo di composizione che racconta bene gli anni 2000: sensualità più morbida, più “notturna”, più magnetica.
Piramide (chiara)
- Apertura: pepe rosa, tamarindo, mandarino, bergamotto, basilico
- Cuore: sandalo, ambra, macis, cedro, muschio
- Fondo: vaniglia, cacao, ambra, patchouli, cumino, eliotropio, ambretta, gelsomino
L’idea, anche qui, è couture: un maschile caldo ma composto, dolce ma controllato, seducente ma non “urlato”.
2011: Valentina, Roma in chiave giovane
Nel 2011 arriva Valentina, e qui la narrazione diventa più esplicita: Roma come ispirazione, ma tradotta in un linguaggio più contemporaneo.
È un passaggio importante, perché segna la costruzione di un nuovo pubblico: più giovane, più internazionale, più vicino all’immaginario delle campagne.
La cosa che tutti ricordano: l’accordo “tartufo + fragola”
Valentina è famosa anche per una scelta particolare: l’apertura con tartufo e un cuore con fragola, che insieme creano una firma subito riconoscibile.
È una combinazione che sembra strana sulla carta, ma che funziona proprio perché crea contrasto.
Piramide (essenziale)
- Apertura: tartufo, bergamotto
- Cuore: fragola, gelsomino, tuberosa, fiore d’arancio
- Fondo: vaniglia, ambra, cedro
Immaginario: la campagna come “piccolo film”
Nel decennio 2010, la pubblicità dei profumi diventa sempre più cinema breve: location, volto, atmosfera, e una trama implicita.
Valentina si inserisce in questo trend, ma lo fa con un tono “Valentino”: elegante, curato, romano nel senso di scenografico, non nel senso di cartolina.
2014–2015: Uomo e Donna, i due pilastri moderni
Nel 2014 arriva Valentino Uomo. Nel 2015 arriva Valentino Donna. E qui succede una cosa chiara: il marchio costruisce due pilastri da “guardaroba”.
Non sono profumi di nicchia. Non sono esercizi strani. Sono colonne portanti della profumeria contemporanea del brand.
Valentino Uomo (2014): il gourmand elegante che ha convinto anche chi odiava i gourmand
Valentino Uomo è ricordato per un cuore gourmand (caffè, cioccolato, nocciola) sostenuto da una base più maschile e secca.
È proprio questo l’equilibrio che lo ha reso popolare: goloso, ma non infantile. Caldo, ma non stucchevole.
Piramide (chiara)
- Apertura: bergamotto, mirto
- Cuore: nocciola, cioccolato, caffè tostato
- Fondo: cuoio, cedro
Storia in una frase: è uno dei profumi che hanno portato la “dolcezza scura” nel maschile mainstream, senza farla sembrare una moda.
Valentino Donna (2015): iris, rosa, e un fondo che dà carattere
Donna lavora su una femminilità più “couture”: pulita, raffinata, con ingredienti simbolo come iris e rosa, e una base più calda che dà corpo.
È un femminile moderno che non punta solo su “freschezza”. Punta su eleganza stabile: quella che non stanca.
Piramide (essenziale)
- Apertura: bergamotto
- Cuore: rosa, iris
- Fondo: vaniglia, patchouli, cuoio, benzoino
Anche qui, il segreto è couture: una base che sostiene. Perché senza base, un profumo dura poco nella memoria.
2019: Born in Roma, la nuova era globale
Nel 2019 arriva Born in Roma, e la profumeria Valentino cambia marcia. Diventa saga. Diventa famiglia. Diventa linguaggio globale.
Born in Roma è progettato per vivere in capitoli: nuove intensità, nuove variazioni, nuovi flanker. È una strategia moderna, ma con un’immagine fortissima.
L’idea: Roma come “atteggiamento”
Qui Roma non è solo monumento. È contrasto: antico e nuovo. classe e strada. disciplina e notte.
È anche il motivo per cui la comunicazione ha funzionato così bene: perché ha preso Roma come identità, non come souvenir.
Un aneddoto di lancio: il ballo a Parigi e l’aria da couture contemporanea
Per celebrare Born in Roma, Valentino organizzò un evento importante a Parigi, in un contesto “da grande maison”, legato anche al calendario couture.
Questo dettaglio conta, perché spiega una cosa: Born in Roma non nasce come semplice profumo pop. Nasce come profumo “di casa”, con l’ambizione di rappresentare un DNA Valentino moderno.
Donna Born in Roma (2019): il floriental moderno, dolce ma firmato
Donna Born in Roma unisce note fruttate e speziate in apertura, un cuore di gelsomino, e una base con vaniglia bourbon e legni moderni.
È costruito per piacere, sì, ma anche per essere riconoscibile. E questa è la differenza tra “successo” e “icone”.
Piramide (chiara)
- Apertura: ribes nero, pepe rosa, bergamotto
- Cuore: gelsomino (in più sfumature)
- Fondo: vaniglia bourbon, cashmeran, legno di guaiaco
Uomo Born in Roma (2019): minerale, aromatico, con sale e vetiver
Uomo Born in Roma ha un profilo diverso dal classico legnoso spezia. Inserisce un’idea “minerale” e un accordo salato, con foglia di violetta, salvia e zenzero, e un fondo vetiver/legni.
È uno di quei maschili che hanno avuto successo perché sembravano “nuovi” senza risultare strani.
Piramide (essenziale)
- Apertura: note minerali, foglia di violetta, sale
- Cuore: salvia, zenzero
- Fondo: vetiver, note legnose
Born in Roma è, in sintesi, la fase in cui Valentino diventa “conversazione globale” in profumeria.
Cosa rende iconico un profumo Valentino: le “regole” che tornano
Guardando tutta la storia insieme, emergono alcune costanti. Non formule segrete. Ma scelte ricorrenti.
1) Un fondo che sostiene
Nei titoli più riusciti, la base non è “sfondo”. È architettura. Legni, resine, muschi, ambre. Anche quando il profumo è fresco, sotto c’è struttura.
2) Un’immagine chiara
Vendetta è teatro. Very Valentino è misura. V è simbolo. Valentina è film breve. Born in Roma è saga.
3) Contrasto (quasi sempre)
Verde e fondo caldo. Dolce e cuoio. Pulito e resina. Minerale e vaniglia. Sono contrasti che creano identità.
4) Couture come disciplina
Anche nei profumi più commerciali, Valentino tende a cercare una disciplina estetica: non tutto insieme, ma una direzione.
Guida rapida: i profumi Valentino più iconici (con descrizione chiara)
Qui trovi una guida rapida, pensata per chi cerca su Google e vuole capire in 30 secondi “che tipo di profumo è”.
- Valentino (1978): firma femminile classica, verde-fiorita, elegante e strutturata.
- Vendetta Donna (1991): femminile opulento anni ’90, floreale complesso, serale e memorabile.
- Vendetta Uomo (1991): maschile cuoiato con evoluzione, verde/aromatico in apertura, fondo caldo e resinoso.
- Very Valentino (1998): femminile luminoso e curato, elegante, con base morbida e discreta.
- Very Valentino Pour Homme (1999): aromatico-speziato, lavanda e tabacco, resine e ambra sul fondo.
- V (2005): femminile moderno, fruttato-floreale pulito, con fondo legnoso-ambrato.
- V pour Homme (2006): maschile legnoso-ambrato, spezie e agrumi, cacao/vaniglia in controllo.
- Valentina (2011): femminile contemporaneo, tartufo e fragola come firma, vaniglia e ambra in base.
- Valentino Uomo (2014): gourmand elegante, caffè-cioccolato-nocciola, cuoio e cedro.
- Valentino Donna (2015): iris e rosa, femminile couture moderno, fondo vanigliato con carattere.
- Born in Roma Donna (2019): floriental moderno, gelsomino e vaniglia bourbon, molto riconoscibile.
- Born in Roma Uomo (2019): aromatico-legnoso con sale e note minerali, salvia e zenzero, vetiver e legni.
Mini-FAQ: le domande che la gente cerca davvero
Qual è il primo profumo Valentino?
La prima firma importante è “Valentino”, lanciata nel 1978: una fragranza femminile che inaugura la profumeria del brand con un’impostazione da grande maison.
Quali sono i profumi Valentino vintage più iconici?
Nel vintage, i titoli che tornano più spesso sono Vendetta (Donna e soprattutto Uomo) e Very Valentino (con la sua coppia maschile), perché rappresentano bene la scuola anni ’90: struttura, firma, scia.
V e V pour Homme sono ancora “attuali”?
Sono figli degli anni 2000, ma proprio perché hanno una direzione chiara spesso risultano ancora gradevoli: sensualità calda, ambrata, con controllo.
Perché Born in Roma è diventato così popolare?
Perché unisce un immaginario fortissimo (Roma come atteggiamento e contrasto) a formule moderne e riconoscibili, e perché vive come famiglia di profumi, quindi resta presente nel tempo.
Chiusura: perché questa storia resta
Valentino Garavani ha costruito una bellezza leggibile: la vedevi e la capivi.
I profumi migliori fanno la stessa cosa: non sono solo “buoni”. Sono identitari. E per questo restano anche quando cambiano le mode.
Se oggi la moda saluta Valentino, la profumeria resta uno dei modi più concreti per capire che cosa ha lasciato: un’idea di eleganza che sa essere scenica, ma non perde mai controllo.